Archivio mensile: gennaio 2016

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Le due aquile (parte 2)

(segue dalla prima parte) di Maurizio Rossi Tutta la critica di Evola si volse contro il “senso” del mondo moderno, contro la sua fatalità, contro le sue drammatiche derive, il piano inclinato dei valori, volendogli poi contrapporre i principi e le verità espresse da quell’universo valoriale e simbolico rappresentato dal mondo della Tradizione, ovvero tendendo…

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Una intervista a Julius Evola del 1971

La presente intervista, rilasciata da Evola  a Gianfranco de Turris e pubblicata sul n.11 de “L’Italiano” del Novembre 1971, offre al lettore, che si avvicina per la prima volta all’opera evoliana, gli indirizzi necessari per un accostamento alla lettura degli scritti dell’Autore, secondo una successione e una gradualità indicati dallo stesso Evola. Pertanto, rappresenta anche…

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Le “Napolas”

di Julius Evola (Tratto da “Il Regime Fascista”, 27 maggio 1941) Crediamo interessante dare un ragguaglio circa alcune nuove iniziative germaniche, intese ad assumere in una particolare forma politica quei compiti di educazione “qualitativa”, che nell´epoca precedente venivano essenzialmente affidati ad alcuni istituti privati. E cominceremo con un cenno circa la cosiddette “Napolas“. Napolas è…

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Cavalcare la tigre (Recensione di Titus Burckhardt)

Questa vecchia recensione di Titus Burckhardt dell’allora (1961) appena uscito libro di Evola, tocca alcuni punti essenziali e contiene delle considerazioni attualissime per gli Occidentali del Terzo Millennio che intendono mantenersi fedeli alla Tradizione – faro indispensabile per illuminare il cammino e degna meta verso cui indirizzare la propria esistenza –, alle prese con l’apparente…

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[INEDITO] Volo e Spirito (L’Ala d’Italia, gennaio 1935)

di Julius Evola Trattare dell’aspetto spirituale dell’esperienza del volo non è cosa facile, perché già da lunghe epoche prima della conquista effettiva, tecnica, dell’aria l’uomo tanto aveva aspirato a portarsi di là dalle cose materiali e corruttibili, verso i liberi cieli, che il volare come simbolo ha finito con l’assumere carattere di luogo comune, di…

"In una civiltà tradizionale è quasi inconcepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di una idea e, in ogni caso, in essa chi così facesse, con ciò stesso si priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché condannerebbe l’idea a non esser più che una specie di fantasia senza alcuna reale portata. Se una idea è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla; se è falsa, non c’è da gloriarsi di averla inventata. Una idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi, e noi abbiamo solo da conoscerla. Fuor da tale conoscenza, non può esservi che l’errore" (R. Guénon)

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