Antimoderno

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Kali-Yuga: l’ “età oscura”

Dopo aver riassunto la dottrina tradizionale delle quattro età dell’umanità, vediamo come Evola, sulle pagine di Regime Fascista, descriveva l’ultima di queste età, il famoso kali-yuga, l’età oscura, argomento decisamente inflazionato, su cui molti (troppi) hanno scritto e scrivono, spesso a sproposito, sotto l’influenza dei deliri neo-spiritualistici in salsa new-age o simili. Questo articolo fu…

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Monarchia necessaria

Qualche tempo fa abbiamo riproposto il primo articolo di una breve serie di scritti che Evola pubblicò sulle colonne de “Il Borghese” a fine 1968, al fine di verificare quali elementi funzionali alla ricostruzione di un’idea di Stato in senso tradizionale potessero essere selezionati dai partiti che nell’arco politico dell’epoca venivano indicati come di “Destra”….

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Gioventù universitaria tradizionale

Quando le università erano qualcosa di diverso, quando ancora corpi studenteschi universitari erano strutturati come corporazioni organiche, con propri codici d’onore, regole, rituali.  Evola ne parla in quest’articolo pubblicato sul “Roma” nel 1958 con il titolo di “Giovani di ieri e teddy boys di oggi” (per il fenomeno dei “teddy boys” e simili si rimanda…

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Gerarchia e personalità

di Julius Evola Discorso sui problemi di stile. Gerarchia e personalità  Tratto da “Il Popolo Italiano”, II, 15 maggio 1957 In quelle speciali ricerche, da noi poco note, che sono andate sotto il nome di psicologia dell’anima delle razze, si mettono di solito a carico dell’“uomo mediterraneo” caratteristiche non del tutto ineccepibili. Naturalmente, uomo mediterraneo…

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Dai precursori della dissoluzione alla «gioventù bruciata» e alla «contestazione»

Torniamo sul tema della gioventù, cui dedicheremo un ulteriore articolo fra qualche giorno. L’angolo visuale da cui Evola tratta la tematica è in questa sede più ampio, facendone riferimento nel contesto di un’analisi lucidisssima del lento, inesorabile processo di decadenza dell’essere umano lungo le tappe del nichilismo moderno, in un mondo dove, per dirla con…

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Note sulla «fedeltà»

Nell’immagine in evidenza, “Faithful unto death”, “fedele fino alla morte”, di Edward John Poynter (1865). di Julius Evola tratto da “Il Conciliatore”, XXI, 2, febbraio 1972, pp. 66-67 Può non essere del tutto privo di interesse rievocare alcuni ideali etici che ebbero una particolare forza e un prestigio nelle precedenti civiltà delle nostre stesse razze…

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Sulla “contestazione totale”

Torniamo sul tema dei giovani, della gioventù, delle contestazioni al “sistema”, delle presunte rivoluzioni. Lo facciamo riproponendo un celebre articolo che Evola scrisse per “Il Borghese” pochi mesi dopo il famoso “maggio francese”, in pieno fermento sessantottino. Articolo che, com’è noto, fu successivamente inserito  in calce a “Gli Uomini e le rovine”. Lo scritto evoliano,…

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Il dovere dei giovani

Tempo fa proponemmo ai lettori il “Messaggio alla gioventù” che Evola scrisse per il numero unico de I nostalgici del marzo 1950 su invito di Roberto Melchionda. In vari altri casi abbiamo proposto scritti evoliani idealmente dedicati ai giovani, e non solo, tratti per lo più dall’intramontabile “Orientamenti”, pubblicato proprio nel 1950, con delle indicazioni…

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Dal Caos alla Forma

In vista della conferenza che si terrà a Roma, presso Raido, il prossimo 14 ottobre dal titolo “Suolo, sangue, spirito – la difesa delle identità oltre lo ius soli“ (che sarà anche l’occasione per presentare la nuova edizione di “Sintesi di dottrina della razza” di Julius Evola, curata dalle Edizioni di Ar), proponiamo un articolo estremamente…

"In una civiltà tradizionale è quasi inconcepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di una idea e, in ogni caso, in essa chi così facesse, con ciò stesso si priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché condannerebbe l’idea a non esser più che una specie di fantasia senza alcuna reale portata. Se una idea è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla; se è falsa, non c’è da gloriarsi di averla inventata. Una idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi, e noi abbiamo solo da conoscerla. Fuor da tale conoscenza, non può esservi che l’errore" (R. Guénon)

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