Evola “libertario”? 5 motivi per dire NO.

Da qualche giorno sul web sta rimbalzando e avendo un certo eco un articolo della rivista online Il Dubbio (nomen omen?), a firma di Riccardo Paradisi, dedicata a una presunta identità “libertaria” di Julius Evola, su cui si sarebbe in questi decenni taciuto a causa della “cappa neofascista” che ha rinchiuso Evola nelle gabbie dell’estremismo.

guenon evola lettre correspondance

L’incontro con Renè Guénon sancì l’approdo definitivo di Evola alla Tradizione, dopo un percorso molto particolare. Fa riflettere come certuni vogliano mettere in risalto alcuni aspetti (o anche errori) del primo Evola, per renderlo più apprezzabile dall’intellighenzia oggi regnante o più appetibile a chissà quale pubblico.

La tesi – in sintesi – è che Evola fosse un “fascista libertario” in realtà, ma che l’appropriazione (indebita a questo punto?) che ne ha/avrebbe fatto l’estrema destra lo ha omologato negli angusti limiti del conservatorismo, impedendone lo sviluppo e l’apprezzamento come “figura complessa”.

Su Evola ne abbiamo sentite tante, forse troppe, e ci si consenta in questo caso di fare alcune precisazioni poiché siamo ai limiti del paradosso: “Grande è la confusione sotto il cielo” avrebbe detto Mao. Tanto più che a fare da eco a queste incomprensioni sono anche i “camerati”, come quelli de Il Secolo d’Italia che da certe suggestioni/incomprensioni dovrebbero esserne immuni. Dovrebbero, appunto.

L’ex giornale missino, infatti, rilancia le tesi del Dubbio con un pezzo a firma di Lisa Turri, che sottoscrive su tutta la linea le tesi “dubbiose” di Paradisi, poi puntualmente riprese dal blog (cliccatissimo dai web-camerati) FascinAzionedubbio

Insomma: 3 indizi fanno una prova, nel senso che evidentemente di Evola molti non hanno ancora capito (quasi) nulla. Proviamo a fare chiarezza in estrema sintesi rispetto ai più grossolani errori che sono stati messi nero su bianco…

1) A più di 40 anni dalla morte di Evola, perché logorarsi in sterili tentativi di sdoganamento (o snaturamento?) di Evola? Qual è il senso di cercare un placet, un riconoscimento, un avvallo di Evola da parte di quel mondo che oggettivamente è agli antipodi rispetto alle tesi di Evola e tradizionali? Bisognerebbe interrogarsi sul rischio contrario: se, infatti, il mio “nemico” inizia a darmi ragione, forse ho smarrito la via…

 2) Evola trasgressivo a tutti i costi? Forse. Ma attenzione ai termini, perché c’è trasgressione e trasgressione. La trasgressione di Evola sta nella sua Ortodossia (alla Tradizione) e non nel periodo bohemien che lui stesso ha superato verso i trent’anni. Com’era quella frase di F.T. Marinetti? “Quando avremo quarant’anni, altri uomini più giovani e più validi di noi, ci gettino pure nel cestino, come manoscritti inutili. Noi lo desideriamo!

3) Rispondendo alle tesi di Paradisi-Turri diciamo che la Destra non solo “sa” molto bene che Evola non era solo bohemien o futurismi vari, ma precisiamo che se essa ha campato di rendita (senza dover perciò produrre alcun serio intellettuale-militante come invece è stato a Sinistra) lo si deve proprio a figure come Evola (e poche altre) ed al suo enorme lascito culturale e bibliografico. Vi immaginate generazioni di militanti di Destra a formarsi sui libri di Marcello Veneziani o di Oriana Fallaci? Ecco.

4) Ancora con la storia di quanto è bello Evola di “Cavalcare la tigre” e quanto è noioso quello di “Gli uomini e le Rovine”? E basta! Mettere l’Evola di “Cavalcare” contro quello di “Gli uomini e rovine” significa non aver capito nulla della consegna evoliana: che nelle ultime pagine di “Rivolta contro il mondo moderno” è sin troppo chiara rispetto alle diverse modalità di opposizione al mondo moderno … se le andassero a (ri)leggere costoro (o forse non le hanno mai lette perchè l’Evola di “Rivolta” è troppo lungo e noioso da leggersi?).

5) Chiariamoci sul concetto di libertà. Se libertà/libertario è la ricerca spasmodica del riconoscimento/soddisfazione delle pretese individuali e della felicità a tutti i costi, che è propria del mondo moderno (diritti gay; aborto; animalismo idiota; speculazione economica; sfruttamento delle masse; etc) allora Evola NON è per la libertà. Se per libertà intendiamo aderenza alla propria natura e assolvimento della propria missione, allora Evola è il campione massimo della Libertà (ci permettiamo di usare la maiuscola).

Cinque buoni motivi per rispondere ai “libertari” con un vecchio, ma pur sempre efficacissimo: “Ma mi faccia il piacere!!!”.

La Redazione di www.rigenerazionevola.it



Redazione

A proposito di...


'Evola “libertario”? 5 motivi per dire NO.' 1 Commento

  1. 30 settembre 2016 @ 12:53 alkurtz

    quello della sinistra è un vero e proprio accattonaggio spirituale. Il tentativo è quello ormai chiaro: comporre una brodaglia indifferenziata dell’essere, una notte della ragione dove tutti gli individui non sono che un nulla manipolabile. ci stanno riuscendo con maschi e femmine, ci stanno provando con il pensiero.

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"In una civiltà tradizionale è quasi inconcepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di una idea e, in ogni caso, in essa chi così facesse, con ciò stesso si priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché condannerebbe l’idea a non esser più che una specie di fantasia senza alcuna reale portata. Se una idea è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla; se è falsa, non c’è da gloriarsi di averla inventata. Una idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi, e noi abbiamo solo da conoscerla. Fuor da tale conoscenza, non può esservi che l’errore" (R. Guénon)

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