“Il vero Stato. Othmar Spann e l’idea dello Stato Organico” (21/05/2016) – Recensione

(www.raido.it) – La conferenza svoltasi sabato 21 maggio presso la libreria Raido trattava un tema poco noto, ma che si è rivelato di notevole interesse visti i numerosi spunti emersi: al centro dell’ incontro l’idea del vero Stato nel pensiero di Othmar Spann. Autore poco noto ma, centrale nella riflessione sul recupero della vera idea di Stato, insieme ad autori come Carl Schmitt, Carlo Costamagna, Julius Evola e Walther Heinrich.

Dopo una breve introduzione, prende subito la parola il relatore Giovanni Franchi, professore dell’Università di Teramo ed esperto di Filosofia politica, che divide il suo intervento in due parti ben distinte.

Nella prima parte, il professore ha “contestualizzato” Spann, non limitandosi a una semplice biografia ma ben descrivendo gli ambienti nei quali ha studiato ed insegnato e le relazioni che ha avuto con altri pensatori illustri del periodo. Formato in un ambiente culturale notevolmente influenzato dal pensiero tedesco, visti gli stretti rapporti culturali tra Austria e Germania del primo dopoguerra, Spann si avvicina invece maggiormente al fascismo (ha rapporti sia con Costamagna che con Evola per il tramite delle pagine de “Lo Stato”) più che al nazionalsocialismo. Con il secondo – nonostante una comune visione pangermanista – Spann trova anche delle importanti differenze di vedute.

spann2Nella seconda parte, il prof. Franchi è entrato nello specifico riguardo ai fondamenti principali del pensiero di Othmar Spann. Il punto centrale della sua concezione di società è la contrapposizione tra l’universalismo e l’individualismo. Con ‘universalimo’, Spann intende una società dove non c’è spazio per l’uomo inteso come atomo sufficiente a sé stesso, bensì collocato in relazione agli altri; una società che è strutturata organicamente ed ha un centro: l’uomo esiste dunque solo come parte della totalità (la società che è reale ed effettiva) e si realizza spiritualmente solamente relazionandosi con altri uomini attraverso questo “centro”.

Tutto ciò si contrappone alla visione individualista che, partendo dal singolo come individuo autosufficiente, vede la società come prodotto e derivato della volontà umana: in questo modo le relazioni tra gli esseri umani si riducono ad un mero scambio utilitaristico. Antiegualitario, Spann sosteneva che il diritto doveva essere diversamente ripartito secondo la posizione, il ruolo, ricoperto nella società (giustizia distributiva) ed è per questo che Franchi sposa la definizione di “stato cetuale” per Spann, al posto del più noto concetto di “stato organico”.

Concetti dunque, ripresi ed attualizzati, che provengono da autori classici come Platone ed Aristotele, e di forte interesse anche oggi, per noi che ci troviamo a vivere in una società dove mai come prima regna l’individualismo e l’atomismo. Oggi, infatti, ci si rifiuta di concepire altro che non riconduca ad una visione soggettiva, materialistica e desacralizzata, in cui tutte le relazioni tra gli uomini sembrano essere regolate unicamente dall’utile e dal tornaconto personale. L’universalismo di Spann ci riporta all’ordine universale che oltrepassa l’individuo e che ci mette in relazione con l’unità e con il divino, senza il quale la società risulta una giungla dove vige la legge del più forte e del più furbo.

Ci si alza dalla sedia impreziositi dopo il lungo intervento, grazie ad un incontro con molti spunti di riflessione e su di un tema tutt’altro che banale… Arrivederci il 4 giugno alla conferenzaIMAM KHOMEINI tra spiritualità e politica rivoluzionaria ed il 10 giugno al Cineforum “LUI è tornato”: non mancate!



Redazione

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'“Il vero Stato. Othmar Spann e l’idea dello Stato Organico” (21/05/2016) – Recensione' Hai 2 commento/i

  1. 24 maggio 2016 @ 6:41 Tarwater

    Ringrazio la redazione e il Prof. Franchi per questi importanti contributi di approfondimento sul pensiero di Spann. Vorrei sapere se la conferenza è stata registrata e verrà eventualmente pubblicata su qualche canale video.
    Grazie.

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    • Julius Evola

      24 maggio 2016 @ 8:39 Julius Evola

      Gentile Paolo, la conferenza è stata registrata a cura dell’Ass. Cult. RAIDO. Non prevediamo di pubblicarla anche perché il Prof. Franchi ci ha già rilasciato una lunga intervista pubblicata giusto qualche giorno fa ed altri contributi di questo si susseguiranno in futuro. Continui a seguirci. In alto i cuori

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"In una civiltà tradizionale è quasi inconcepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di una idea e, in ogni caso, in essa chi così facesse, con ciò stesso si priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché condannerebbe l’idea a non esser più che una specie di fantasia senza alcuna reale portata. Se una idea è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla; se è falsa, non c’è da gloriarsi di averla inventata. Una idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi, e noi abbiamo solo da conoscerla. Fuor da tale conoscenza, non può esservi che l’errore" (R. Guénon)

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