Le “Napolas”

di Julius Evola

(Tratto da “Il Regime Fascista”, 27 maggio 1941)

Crediamo interessante dare un ragguaglio circa alcune nuove iniziative germaniche, intese ad assumere in una particolare forma politica quei compiti di educazione “qualitativa”, che nell´epoca precedente venivano essenzialmente affidati ad alcuni istituti privati. E cominceremo con un cenno circa la cosiddette “Napolas“.

Hitler visita NapolasNapolas è l´abbreviazione di National politische Erziehungsanstalten, cioè, traducendo, di “Istituti di educazione nazional-politica”. Esse hanno avuto la seguente origine. In seguito al trattato di Versaglia la Germania era stata costretta ad abolire alcune scuole di allievi ufficiali; dal Governo tedesco dell´immediato dopoguerra esse furono allora trasformate nelle cosiddette “Staatliche Bildungsanstalten“, cioè in istituti educativi statali destinati ad accogliere dei giovani bisognosi, ovvero trascurati delle famiglie. Erano, queste, scuole medie pareggiate, ove  l’ educazione seguiva dei criteri prevalentemente liberalistici e apolitici, completandosi con un addestramento sportivo abbastanza sviluppato.

Una volta venuto al potere il nazionalsocialismo, questi istituti vennero di nuovo trasformati e dettero appunto luogo alle Napolas. Le Napolas, controllate dal nuovo Stato, hanno finalità strettamente politico-selettive. Esse intendono accogliere giovani particolarmente dotati e sviluppare in essi le qualità che possono renderli atti ad esercitare funzioni direttive, non necessariamente nell´Esercito o nel Partito ma in qualsiasi dominio della vita. Così concetto totalitario e con particolare riguardo a che il rafforzamento delle qualità virili si accompagni ad una sensibilità “sociale”, ad una abitudine a considerare la propria azione in relazione ad una comunità.

Sono anzi caratteristiche le dichiarazioni che ebbe personalmente a farci – durante una nostra visita – uno degli ispettori generali di tali istituti. Egli ha sottolineato il distacco che deve esistere fra l´educazione familiare privata e quella politica. Ha contestato che l´educazione politica possa considerarsi come un ulteriore sviluppo di quella stessa, “naturalistica”, che il giovane può ricevere nell´ambito della famiglia. Si tratta invece di una fase distinta che ha altri presupposti e segue altri principi, essenzialmente quello della soldatische Gemeinschaft, della comunità e della solidarietà che può esistere fra un gruppo guerriero. In tal senso vogliono eminentemente agire le Napolas: non come copie, o continuazioni della famiglia. È ad un ordine diverso e più vasto che il giovane deve sentire di appartenere ordine che ha una legge e una morale sua propria.

Mentre l´ammissione alle Staatliche Bildungsanstalten, cioè alle precedenti forme liberalistiche degli istituti in questione, era libera, dipendeva solo dal desiderio degli allievi, nelle Napolas vengono invece accolti solo quei giovani che siano stati segnalati nelle scuole inferiori e dai capi delle organizzazioni giovanili del Partito per le loro particolari e privilegiate disposizioni. L´ammissione può avvenire o ai 10, o ai 14 anni, e il corso completo nell´un caso dura otto anni, nel secondo sei.

Non vi è retta fissa da corrispondere per l´ammissione a queste scuole-collegio. Vi è una offerta libera, secondo le possibilità della famiglia del giovane riconosciuto degno di essere ammesso. Non vi è possibilità di ripetere una classe. Se nello studio o in un altro ramo dell´educazione il giovane si dimostra insufficiente, egli viene senz´altro licenziato.

Incontro di Box tra giovani allievi delle Napolas (1940)Anche nelle Napolas, nei riguardi dell´addestramento fisico e della fortificazione del carattere, vi sono quelle “prove di coraggio”, cui già si è fatto cenno parlando di istituti simili in Germania. Ad esempio, anche dai più piccolo allievi, di quelli sui 10 anni, si chiede di gettarsi in acqua da una certa altezza, anche so non sanno nuotare, ai più grandi p. es. di montare un cavallo vivace senza sella; si osserva attentamente il loro comportamento in “prove di combattimento” e così via. Questo, per il lato individuale. Circa il singolo nei riguardi del gruppo, si guarda particolarmente sia alle doti di camerateria, sia alle capacità di comando sui compagni e al relativo senso di responsabilità. Per facilitare lo sviluppo di tali doti, nelle Napolas ha un largo margine il principio dell´autodisciplina, cioè dell´ordine affidato ai giovani stessi, cui si dà, secondo le qualità, un potere su un certo gruppo di compagni.

Anche in base a queste doti si giudica se il giovane è degno o no di restare negli istituti in parola. La conferma dell’ammissione avviene, di principio, dopo un anno di prova. Ma la prova si sviluppa successivamente e il giovane deve sapere che può essere sempre rinviato qualora non si dimostri all´altezza degli ideali delle Napolas.

Quanto all´insegnamento tecnico, esso non vuol esser da meno di quello che si impartisce nelle altre scuole. In conformità all´idea di un´educazione totalitaria, non si trascura nemmeno l´elemento estetico, l´insegnamento non solo del disegno e della pittura ad impressione, ma anche del canto che ha, qui, un non indifferente posto. Vige poi il principio di affidare gli allievi ad insegnanti giovani, tali che, per prestanza fisica, possano anche essere i loro maestri o competitori o capi nel campo sportivo e nelle esercitazioni tattiche d´insieme, che ha luogo periodicamente e, una volta per anno, col concorso degli allievi di tutte le venti scuole circa che esistono nel Reich.

In fatto di educazione politica viene adottato il cosiddetto metodo “casistico”. Si evita la esposizione di concetti astratti, bensì si espongono ai giovani dei casi concreti e si esamina il giudizio che essi sono tenuti a dare. Si tende, così, a far agire e raffinare più una data sensibilità che ad inculcare schemi generici di idee politiche o sociali.

Una iniziativa singolare e audace delle Napolas sta nell´inviare gli allievi a far vita comune, i più giovani con famiglie di contadini, i più anziani con famiglie di operai industriali, per un periodo dalle sei alle otto settimane. In tale periodo il giovane viene assunto da quelle famiglie come un lavoratore salariato, vive con esse, col suo salario deve mantenersi, essendogli proibito di ricevere danaro, o pacchi dalle famiglie. In una tale vita comune il giovane deve poter affinare il suo sentimento sociale e rendersi direttamente conto dei problemi dell´esistenza. Egli deve giungere perfino a servir di esempio, con la sua condotta, alle famiglie e ai lavoratori fra cui si trova, non deve trascurare di illuminarli su problemi politici e su quanto egli ha imparato a sentire in modo vivente delle idee del nazionalsocialismo.

vogel_05Tutto ciò avviene mediante un accordo delle Napolas con l´Arbeitsfront, cioè col cosiddetto “Fronte del Lavoro tedesco”, organizzazione del Partito che controlla il lavoro nazionale e in questo caso pensa di distribuire i singoli allievi in ambienti adatti per questo nuovo tirocinio. Negli ultimi anni dell´istituto vengono organizzati viaggi di istruzione all´estero.

A corso compiuto, contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, il giovane non riceve nessun titolo di studio speciale, o privilegiato. Si trova ciò nelle identiche condizioni di chi avesse invece frequentato una scuola comune, non ha la sua via agevolata in un qualche modo. E´ che si pensa che il giovane deve poter far fruttare da sé, nella lotta per la vita, le superiori qualità che questa speciale e complessa e rigorosa educazione d´élite ha saggiate, confermate e sviluppate. Da sé queste qualità debbono sapersi imporre, virilmente e realisticamente, per via della loro stessa natura, senza il minimo favoreggiamento, e condurre il giovane al posto di comando al quale esse, in via di principio, lo rendono degno.

Non è senza importanza rilevare il fatto che, i principali elementi che presiedono alla formazione dei giovani nelle Napolas e che le controllano sono forniti dalle SS (abbreviazione di Schutz-Staffeln), cioè da quel corpo “nero” germanico, che ha l´ambizione di essere una guardia e quasi un Ordine – nell´antico senso di organizzazione ascetico-guerriera – della rivoluzione nazionalsocialista.


Julius Evola

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