“L’iniziazione nel mondo moderno” – La vera ultima intervista di Evola (seconda parte)

Pubblichiamo oggi la seconda parte dell’ultima vera intervista che Julius Evola rilasciò a Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco nella sua abitazione di Corso Vittorio Emanuele 197 il 27 dicembre 1973. Una chiaccherata informale pubblicata in appendice alla seconda edizione dell’opera “Testimonianze su Evola” (Edizioni Mediterranee nel 1985), che oltre all’importanza dei contenuti ci mostra Evola così come era realmente, senza infingimenti né tanto meno alterazioni e deformazioni.

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Segue dalla prima parte

C’è una rinascita d’interesse anche pratico verso le religioni primitive, il voodoo haitiano, i culti della fertilità dell’Europa centrale e così via. C’è un qualche aggancio in questo nuovo interesse con delle possibilità nuove che si aprono all’Occidente?

Un interesse per le religioni primitive, nella misura in cui esistono ancora…

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Gerald Brosseau Gardner (1884 –1964)

Interesse pratico… Sì cerca addirittura di far rivivere antiche religioni: per esempio, Gardner che ha ritirato fuori la pretesa, supposta religione delle streghe… Lei ha conosciuto Gerald Gardner, non è vero? Una volta mi disse che era venuto qui da lei. Il professore inglese, che ha creato il museo delle streghe all’isola di Man.

Non sapevo che fosse «capo-stregone». Mi pareva un tipo più détraqué [1], venuto qui con le membra che sembrava andassero ognuna per conto proprio, con una cesta della spesa e due occhi di un blu cosi pallido che sembrava acqua.

In fondo, è stato uno di quelli che ha dato vita alle dottrine della Murray praticamente, la Margareth Murray [2] secondo la quale magia e stregoneria deriverebbero dagli antichi culti della fertilità, il dio cornuto eccetera.

Ma la Murray è semplicemente una teorica, non è che i suoi siano dati di fatto.

Infatti, Gardner più tardi avrebbe concretizzato le sue teorie. Comunque, lei crede che ci sia qualche rapporto fra tutti questi fatti: la reviviscenza di queste cose, le antiche religioni, l’interesse per il voodoo, i culti della fertilità? Per esempio, una crisi del cristianesimo che non soddisfa più sotto certi aspetti…

Ma lei sa che Cristo è stato assorbito da questi culti mezzo primitivi. Spesso, però, si finisce in un clima di pura evocazione, questo appunto vale per il voodoo e soprattutto per il cadombé che è un equivalente brasiliano.

Come considera. questa strana situazione della religione dominante in Occidente, cioè, cristianesimo, cattolicesimo? Da un lato si dice sia in crisi, dall’altro viene assorbito dalle nuove generazioni tipo hippy. Adesso, per esempio, è molto popolare la figura di Gesù Cristo…

Forse nel suo aspetto rivoluzionario, proletario…

Ma nello stesso tempo la religione ufficiale, dal punto di vista spirituale, è in crisi.

Questa è la crisi di tutto ciò che è tradizionale… Il cattolicesimo attuale fa più o meno schifo, si sta liberando di buona parte della sua liturgia, c’è la messa officiata alla rovescia e cosi via. La Chiesa sembra rinunciare sempre di più alla sua dimensione trascendente e tradizionale. Ciò anche ha riscontro nella crisi nota di nuovi quadri degli ordini monastici.

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Il Concilio Vaticano II, uno degli snodi principali della parabola discendente della Chiesa Cattolica Romana

Ho letto recentemente che negli ultimi anni si sono spretati 15.000 sacerdoti. In tutto il mondo, naturalmente. Comunque, lei ritiene che la figura di Gesù Cristo sia attualmente vista solo in quanto rivoluzionario, quindi in quanto uomo e non in quanto divinità?

La situazione generale non è quella di una crisi che chiede disperatamente la salvezza interiore; non e’è nessuno che pensa a queste storie.

Salvezza esterna, rivoluzione dello status quo.

Quella esterna è un altro conto, ma è il presupposto della rivoluzione interna. Se nella romanità, già con l’introduzione delle religioni orientali e con lo stesso dionisismo, non fosse nato questo fermento, questo impulso alla salvazione, il cristianesimo non avrebbe preso piede. Se si fosse rimasti rigidamente tutti patrizi, addio cristianesimo.

Cioè il cristianesimo attecchì perché vi era già la situazione adatta.

Si capisce.

Non c’è la possibilità, adesso, che qualche cosa attecchisca sul cristianesimo?

Sul cristianesimo? Il fatto è che sul cristianesimo tutte le posizioni sono già occupate. Su quali aspetti del cristianesimo?

Dando vita, diciamo cosi, ad un cristianesimo giovanneo, esoterico.

Esoterico è un termine che si riferisce soprattutto al piano teoretico. Si dovrebbe dire di tipo iniziatico: allora uno vede che le cose sono un tantino piú complicate. Ma la possibilità di dar luogo ad un cristianesimo iniziatico, oggi… Una tradizione esoterica che sia completa ha sempre avuto un piano exoterico, soprattutto devozionale, per andare incontro ai bisogni della massa, di carattere più o meno sentimentale o emotivo, e una vena esoterica o iniziatica. Benché ciò sia quello che si pretende tra alcuni, ex re non s’è trovato nulla di questa tradizione esoterica che corre sotterranea vicino a quella di carattere exoterico, cioè semplicemente devozionale.

Nemmeno nelle origini?

Delle origini non si può parlare e non sì può dir niente, in quanto nelle origini, lei sa bene che i quattro vangeli si sono definiti verso il quarto/quinto secolo, per selezione, perché ce n’erano una quantità di altri, parecchi altri, di carattere mezzo-iniziatico, come il Vangelo di Eva e vari altri, in cui influiva l’ambiente che era essenzialmente quello dello gnosticismo.

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Eckhart von Hochheim, meglio conosciuto come Meister Eckhart (1260-1328), uno dei più importanti teologi, filosofi e mistici del Medioevo cristiano, nella cui dottrina sono ravvisabili chiari elementi di gnosi sovra-razionale (tramite l’intellectus) e di ricerca dell’identificazione unitaria col divino

E per quel che riguarda i mistici cristiani del Medio Evo? È possibile rintracciare in loro non dico delle radici del cristianesimo esoterico, ma dei suggerimenti?

Si, dei grandi maestri ci sono stati, ma, da capo, non si collegano alla catena. Nessuno può contestare che per esempio Meister Eckhart…

Jacob Boehme [3]…

Veramente è protestante…

Cristiani ho detto, infatti, non cattolici.

Questi e vari altri, non si può contestare che siano delle figure che abbiano avuto delle fulminazioni di carattere mistico-iniziatico, ma come isolati.

Quindi non esiste la catena, quindi attualmente sarebbe difficile fare questo trasbordo…

Veramente, a voler essere onesti, se legge Meister Eckhart spesso si incontra: «Il mio maestro mi ha detto… », eccetera. Ciò presuppone che riceveva da qualcuno quelle dottrine.

Lei diceva che la prima diffusione cristiana è avvenuta in ambiente gnostico: lei sa che molti tra quanti hanno voluto recuperare un supposto atteggiamento esoterico del cristianesimo, hanno parlato di cristianesimo gnostico, hanno cercato di riscrivere in senso gnostico il cristianesimo. E valido un tentativo di questo genere?

Lo gnosticismo non è che un sentimento gnostico nel senso stretto, come appare dalla storia delle religioni, degli ultimi secoli dopo Cristo. Quanto ai tentativi odierni d’innestare la dimensione gnostica sul cristianesimo, ci sono le difficoltà di cui si è detto.

Io ho cercato, e questo l’ho scritto in qualche mio libro, credo ne Il cammino del cinabro [4], ho cercato personalmente di sondare quello che c’era in alcuni ordini monastici, per vedere se vi era la possibilità di un quadro in cui, magari individualmente, uno potrebbe darsi al lavoro iniziatico, ma questa ricerca è stata negativa. E poi sono andato con una maschera ipocrita, per cui mi sono fatto dare dal penitenziere generale apostolico una lettera di presentazione in cui diceva: “questo tipo che vuole prendere gli ordini religiosi sia considerato…”.

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Una veduta dall’esterno della Certosa di Faneta (Lucca), con le tipiche casette dei monaci disposte a quadrato, come ricordato da Evola (cliccare sull’immagine per ingrandire)

I migliori sono stati i Certosini. Sono stato alla casa madre a Farneta, vicino Lucca, e c’erano da sentire varie cose simpatiche. Ad esempio, ogni certosa è costruita secondo uno schema fisso, c’è un grande cortile quadrato che fa anche da cimitero, dove la terra si abbassa quando il cadavere si putrefà. Tutt’intorno ci sono delle casettine, ossia ancora un tracciato quadrato di casettine, una vicina all’altra, dove passa un ruscelletto, e ciascun monaco ha una di queste casettine. Questa è una cosa simpatica, un piccolo intimismo del monachesimo, di un certo monachesimo. All’interno c’è una stanza per pregare, una stanza per lavorare, e un’altra stanza per mangiare. Là c’è la regola del silenzio; ma io ci sono capitato nel periodo dell’Epifania … Pensavo: questi stanno zitti, però la notte dell’Epifania c’è una celebrazione liturgica, e per tutto il tempo non fanno che cantare in Chiesa; sono capaci di stare tre ore e più a furia di cantare. Era uno spettacolo pittoresco vedere queste ombre bianche – perché hanno il saio bianco – ognuna con un lanternino, che si recavano nel coro quasi correndo, a passo svelto nella neve; poi tutti prendevano posto, e ad un colpo secco del priore – che valeva come un dio per loro – tutti cominciavano a cantare. Un canto gregoriano secco, senza musica né niente.

Negli altri ordini non ha trovano caratteri esoterici o iniziatici?

Sono stato messo in contatto con il cosiddetto padre dei novizi, colui che istruiva i novizi, che per caso era già stato informato di quello che cercavo io. E mi ha aperto un po’ uno spiraglio su ciò che cercavo, ossia una via che comportasse un metodo più o meno autonomo di auto-realizzazione; mi disse: «Non è cosa che appartiene alla nostra via, questo è qualcosa anche di leggermente luciferino; la nostra via è la preghiera e l’invocazione dello Spirito Santo».

Si dice qualche cosa del genere al proposito dei monaci del monte Athos.

Le ultime notizie sono catastrofiche, sembra siano tutti ultra-rimbambiti: ce ne sono pochissimi e tutti quasi centenari.

Ma pensa che lì ci sia qualche tipo di pratica anche fisica?

Di fatto, il cristianesimo ortodosso ha molte più possibilità di quello cattolico.

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Monaco ortodosso del Monte Athos impegnato in una pratica esicastica con un Komboskini, una corda di nodi simile al rosario mariano ed al rosario islamico (subha, komboloy)

Ma si dice che abbiano anche delle pratiche di carattere fisico, tipo pratica della respirazione, mi sembra che si chiami «filocalia» [5].

C’è la preghiera di «Gesù nel cuore»: una specie di ripetizione di un mantra [6].

Citato nell’Introduzione alla Magia, questo. I consigli dell’abate Xerocarca: china la testa sul petto, volgi lo sguardo in te stesso, apri l’occhio percipiente che è nel mezzo del tuo cuore. Sarebbe questo l’unico esempio di tale genere a livello cristiano.

Una specie dì misticismo integrato… Per ritornare a quella faccenda dei certosini che stavano zitti, e poi tutto il tempo cantavano: questo maestro mi ha detto che il loro metodo è cantare fino ad esaurirsi.

Cioè ripetere un mantra, in fondo.

Ecco, quasi. Ma la faccenda era una liturgia abbastanza lunga – quindi non ripetizioni della stessa frase, fissa e più o meno breve – tale da portarli ad uno stato di prostrazione che facilitava la discesa di un’influenza spirituale.

Lo stesso padre dei novizi ha detto di riconoscere un influsso luciferino nella via che gli aveva prospettato lei … gli gnostici dicevano che il Dio della Bibbia era il diavolo. Questo non può agganciarsi, in una certa maniera, con un periodo non dico di rinnovata popolarità, ma diciamo di rinnovato interesse nei confronti del diavolo, visto non più come principe di questo mondo, come dice il Vangelo, ma veramente come guida, cioè come «Lucifero», portatore di luce.

Allora sarebbe il vero Lucifero, secondo l’etimologia.

Appunto, secondo l’etimologia e non secondo l’iconografia classica che lo dipinge come un diavolo cornuto. C’è un nuovo interesse per il satanismo, ci si appella al diavolo per ottenere delle cose che in altra maniera non si è riusciti ad ottenere…

Questo va un po’ verso l’obliquo, basta vedere quel bravo Szandor La Vey [7]…

È un americano, e quindi fa le cose all’americana…

C’era l’Ordine Tantrico d’America, che pubblicava la rivista The Tantric Order of America in cui fra le altre cose si sosteneva che non c’è una quantità di donne abbastanza alta per ricompensare un maestro tantrico dell’iniziazione. Da ciò si capiva…

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Sir John Woodroffe, meglio noto con lo pseudonimo di Arthur Avalon (1865 – 1936), orientalista britannico, contribuì a promuovere in Occidente lo studio della spiritualità induista, in particolare delle pratiche yoga e tantriche.

… lo spirito preciso di questo genere di cose … Gli americani sono sempre cosi, però: non credo che abbiano mai fatto nulla di serio, in questo campo.

E io ho chiesto a Sir John Woodroffe, Arthur Avalon…

Ma è ancora vivo?

No, ora è morto. Gli dissi, dunque, che mi interessavo a questi tantrici americani: lui rispose inorridito dicendo che c’era un certo capo di questo ordine, che si chiamava “modestamente” … Aum l’Onnipotente …

Ne ha parlato Francis King [8]…

Il quale tra le altre cose faceva larga messe di ragazze molto giovani e si proponeva di trasferirsi in Inghilterra per diffondere le sue dottrine. Allora Woodroffe mi mandò il ritaglio di un giornale inglese dove c’era scritto: «No room for Aum».

“Non c’è posto per Aum”!

Fra le altre cose diceva: non siamo iniziati nei profondi misteri dei riti tantrici, ma temiamo assai che ciò che vi si fa non differisca molto da ciò che avviene nei nostri circoli notturni più screditati, più sospetti.

I soliti eufemismi inglesi.

Ci sono anche i misteri di Mithra, un centro, in Inghilterra.

In che periodo? Attualmente?

In epoca molto recente. Non ricordo dove l’ho letto, e mi sono stupito perché era una cosa un pochino complicata.

Crowley credeva che l’etimologia di Baphomet fosse Baphe Mithra, padre Mitra, o una cosa di questo genere, e aveva ricevuto questa notizia sul piano astrale, mediante comunicazione di qualche entità.

Come è arrivato a questa spiegazione?

Padre Mitra, diceva. Ha fatto un calcolo cabalistico e il valore numerico delle lettere corrispondeva.

C’è poi un’altra interpretazione, «battesimo della sapienza», che invece fu data al principio del secolo da uno studioso tedesco.

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Note

[1]  In francese, “guasto”, in senso figurato “squilibrato”. Gerald Brosseau Gardner (1884–1964) è stato uno scrittore, poeta e saggista britannico. Si è occupato di occultismo e, in modo amatoriale, di archeologia e antropologia. Con la pubblicazione nel 1954 di Witchcraft Today e, nel 1959, di The Meaning of Witchcraft, rese pubblici i fondamenti della wicca, uno dei più celebri movimenti neo-spiritualisti paganeggianti moderni, cui aveva aderito. Fortemente attratto dalle religioni, dalle antiche tradizioni, dal folklore, collezionò moltissimi oggetti, tra cui armi e strumenti degli antichi culti ancora praticati nel mondo, di cui buona parte si trova nel Museo della Stregoneria da lui fondato sull’Isola di Man, al quale fa riferimento l’intervistatore  (N.d.R.).

[2] Margaret Alice Murray (1863–1963) è stata un’egittologa ed antropologa britannica. Divenne famosa in Gran Bretagna come antropologa soprattutto per la sua teoria su un presunto culto stregonesco europeo. Dagli studi sul folklore e le tradizioni europee, la Murray ricavò infatti l’idea dell’esistenza di un culto pagano unico sincretico, sopravvissuto sottotraccia all’avvento del cristianesimo, simboleggiato dal cosiddetto “Dio Cornuto”, termine utilizzato per indicare un dio sincretico nato dalla fusione di molteplici divinità pagane antiche e figure folcloristiche (Cernunnos, Pan, Dioniso, ecc.). Tale culto sarebbe stato perseguitato nei secoli seguenti come stregoneria. Gran parte delle tesi dell’antropologa britannica, molto apprezzate e seguite dagli ambienti neopagani e da movimenti neo-spiritualisti sul modello della wicca, sono state peraltro agevolmente smentite da successivi studi più approfonditi (N.d.R.).

[3] Infatti Evola accennò a quest’esperienza proprio ne “Il Cammino del Cinabro”, nel capitolo “L’ermetismo e la critica allo spiritualismo contemporaneo – Il problema del cattolicesimo”, dove si può leggere: “Di passata, posso accennare che negli anni del ’30 feci io stesso alcune esplorazioni personali trascorrendo un breve periodo in incognito in monasteri di Ordini che valgono eminentemente come i rappresentanti della tradizione ascetico-contemplativa cattolica – i Certosini nella loro sede centrale, i Carmelitani e i Benedettini della regola antica. Feci la stessa vita dei monaci e presi contatto coi patres preposti alla formazione spirituale dei novizi. Raccolsi informazioni anche presso i Cistercensi di Heiligenkreuz, in Austria. Delle forme superiori, intellettuali della tradizione contemplativa, non vi era quasi più nulla da trovare. La base era l’elemento liturgico-devozionale in uno sviluppo ipertrofico. Le cariche «psichiche» di quegli stessi monasteri mi sembrarono tutt’altro che favorevoli per un’opera anche segreta, individuale, di realizzazione di contenuti metafisici nel quadro cattolico. Del livello del cattolicesimo ufficiale di oggi – livello parrocchiano, moralistico, socializzante e politicizzante, fiaccamente paternalistico, aborrente i «medievalismi» – è poi superfluo parlare” (N.d.R.).

[4] Jacob Böhme (1575–1624) è stato un filosofo, teologo, mistico e alchimista tedesco, tra i principali esponenti del misticismo cristiano moderno; meno conosciuto di Meister Eckhart, ma non meno importante di quest’ultimo. Pur se di formazione luterana, negli scritti di Boehme sono rintracciabili elementi di varia natura, riconducibili allo stesso Eckhart, alle dottrine platoniche, all’alchimia, alla magia, all’ermetismo, alla cabala. In particolare, nella sua prima opera Morgenröte im Aufgang (nota anche come Aurora consurgens, o l‘Aurora nascente), del 1618, utilizzando le immagini e le metafore dell’alchimia, Böhme descriveva lo sviluppo del Sé dalla condizione iniziale di oscurità e immersione nella materia, attraverso un processo di annientamento, trasformazione e resurrezione, fino alla conclusiva luce del risveglio (N.d.R.).

[5] In realtà la Filocalia (dal greco Φιλοκαλία, letteralmente “amore della bellezza”) è una raccolta di testi di ascetica e mistica della Chiesa cristiana ortodossa (N.d.R.).

[6] Evola si riferisce alla cd. “preghiera di Gesù” (“Iesou eukè”), la più nota e diffusa tra le preghiere cristiane fondate sulla ripetizione litanica. Essa consiste nella ripetizione continua del Nome di Gesù, da solo o inserito in una formule del tipo “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi misericordia”, formula che, più in breve, è il ben noto “Kyrie eleison”. La ripetizione continua del nome di Gesù, in particolare nella formula suddetta della Iesou eukè, è poi alla base dell’Esicasmo, pratica ascetico-spirituale diffusa soprattutto tra i monaci dell’oriente cristiano, finalizzata alla ricerca dell’hesychía (dalla quale prende il nome), cioè di uno stato interiore di auto-annullamento, di assopimento della volontà cosciente, di distacco, onde favorire l’azione di forze spirituali in grado di ricondurre a forme più o meno profonde di riunificazione a Dio, al Logos, quindi sostanzialmente a forme di abbandono dell’individualità. La pronuncia del Nome Divino può anche essere vocale, ma soprattutto deve avvenire silenziosamente nel cuore (sedes sapientiae), incessantemente, in veglia e in sonno, e in certi casi viene prescritto di ripeterla a ogni respiro. Spesso poi l’invocazione è abbinata ad altre pratiche, come ad esempio l’uso di determinate posture, il controllo del respiro, nonché tecniche particolari di preghiera vocale e collettiva previste dalle regole monastiche. E’ appena da accennare il fatto che l’esicasmo presenta sia una natura devozionale e salvifica, affine a tutte le forme di preghiera fondate sulla ripetizione e l’invocazione continua di nomi ed epiteti sacri, sia una natura esoterico-iniziatica, confermata peraltro nell’ambiente tradizionalista rumeno e dallo stesso René Guénon. Non è d’altronde difficile scorgere l’affinità tra questa pratica ed altre a carattere iniziatico proprie ad altre Tradizioni, volte al raggiungimento dell’illuminazione suprema, dell’intuizione intellettuale spersonalizzante e riunificatrice  (N.d.R.).

[7] Anton Szandor Artur LaVey (1930–1997), è stato un esoterista, musicista e scrittore statunitense, fondatore della cosiddetta Chiesa di Satana nel 1966. Di lui Evola parla nel capitolo IX (“Il satanismo”) di Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo (N.d.R.).

[8] Francis X. King (1934 –1994) è stato un occultista inglese; si occupò di tarocchi, divinazione, magia, pratiche magico-sessuali, tantriche e simili. Fu membro della Society of the Inner Light e, tramite un’organizzazione affiliata, dell’ Hermetic Order of the Golden Dawn, meglio nota semplicemente come Golden Dawn, di cui fece parte il ben più noto Aleister Crowley (N.d.R.).



Julius Evola

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