Oggi, nel giorno del decennale di RigenerAzione Evola, pubblichiamo un editoriale per richiamare il senso e la linea del progetto, annunciando la ripresa stabile delle pubblicazioni dopo una necessaria pausa di preparazione.
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di RigenerAzione Evola
Un decennio.
Oggi, 15 gennaio 2026, RigenerAzione Evola compie un decennio. E “no”, non siamo qui per dirci bravi, non è il momento delle pacche sulle spalle, delle frasi di circostanza, dei “grazie a tutti” da manuale. Se questo progetto è nato, è cresciuto, ha resistito, è perché non voleva essere un mero “orpello” intellettuale: è e voleva essere un atto di militanza.
Non ci è mai interessato “aprire un sito”. Ci interessava aprire un fronte. Un fronte contro la parodia, la mistificazione, contro la semplificazione, contro l’ignoranza travestita da certezza. Un fronte per riportare al centro ciò che oggi viene sistematicamente espulso o volutamente dimenticato: la verticalità, la disciplina interiore, la serietà, la verità, il coraggio di guardare in faccia le implicazioni di una visione del mondo, di una weltanschauung. Tanto in relazione alla figura di Julius Evola, come del mondo della Tradizione di cui è stato esponente e punto di riferimento.
“Ripartire da Evola per restare in piedi tra le rovine”. Non si tratta di uno slogan ben congegnato, è una diagnosi, una necessità; ma prima di tutto, una scelta. Le rovine non sono un’immagine poetica, sono il paesaggio quotidiano della modernità terminale. Restare in piedi non significa fare i nostalgici: significa non imborghesirsi, non farsi “addomesticare”, non farsi comprare, non sviarsi.
In dieci anni ne abbiamo pubblicate di cose, organizzato eventi, convegni, mostre, e quant’altro; il sito contiene più di 400 articoli, “navigatelo”, potete trovare tutto! Non staremo qui ad elencare. Diremo solo una cosa: siamo arrivati sin qui grazie al Metodo, applicando un Metodo, il nostro.
Cioè, non parlare “di Evola” per sentito dire, per citazioni riciclate, per frasi rubate sui social. Non creare “un Evola” a immagine e somiglianza del proprio Ego. Non facendo gli “Evolomani”! Ma piuttosto studiare, contestualizzare, discernere, cercare il vero. Accettare anche ciò che è scomodo, non per gusto dello scandalo, ma perché chi cerca solo comode conferme sta già servendo il nemico.
Così in questi dieci anni abbiamo lavorato per dare forma a un corpo di contenuti che non fosse una massa di nozioni e informazioni. Non sono “argomenti” messi in fila, ma direzioni di marcia. Abbiamo affrontato i “terreni” più esposti e problematici, quelli perfetti per dare adito a deformazioni e strumentalizzazioni, per impedire che restino campo esclusivo di due tipi umani, per noi ugualmente inutili: il tifoso e il censore.
Una delle cose più importanti che potevamo fare, disponendo di un sito internet, è stato sottrarre materiale alla palude della rete: al copia-incolla, alla ripetizione sterile, all’algoritmo che premia la banalità.
Non siamo un salotto.
Non siamo un “fan club”.
Non siamo un ufficio stampa.
Non siamo un partito travestito da rivista.
Non siamo una vetrina per l’ego di nessuno.
RigenerAzione Evola è un sacrificio militante.
Chi arriva qui per trovare scorciatoie, parole d’ordine, semplificazioni consolatorie…ha già perso tempo. Chi arriva per studiare e per mettersi alla prova, invece, troverà pane duro, ma nutriente.
Negli ultimi tempi le pubblicazioni sul sito sono state volutamente sospese per necessità inderogabili. Una pausa, quando è ponderata e voluta, è anch’essa un atto di disciplina.
Così oggi, dopo un lungo meditare, nel giorno del decennale, senza tanti giri di parole: si riparte. Le pubblicazioni riprendono.
Dieci anni fa la promessa era “restare in piedi tra le rovine”.
Oggi aggiungiamo anche una domanda, ancora più dura: che cosa fare, stando in piedi?
Ci sono venti di burrasca ma anche nuove ed emozionanti prospettive all’orizzonte. Salpiamo. Da oggi si riprende.




'15/01/2016 – 15/01/2026 Dieci anni di RigenerAzione (Evola!)' 1 Commento
12 Aprile 2026 @ 20:12 Francesco
Auguri!