Archivio giornaliero: 26 luglio 2018

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Ricordo del dadaismo

In quest’articolo che uscì sul “Roma” alla fine del 1958, Evola rievocò la sua esperienza artistica giovanile in seno al Dadaismo. A 35 anni di distanza, il barone osservava come “il ricorrere di uguali temi e orientamenti” in termini di rottura, contestazione, ribellione, evasione, assunse nel secondo dopoguerra, rispetto al primo, caratteri ben precisi: le…

"In una civiltà tradizionale è quasi inconcepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di una idea e, in ogni caso, in essa chi così facesse, con ciò stesso si priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché condannerebbe l’idea a non esser più che una specie di fantasia senza alcuna reale portata. Se una idea è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla; se è falsa, non c’è da gloriarsi di averla inventata. Una idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi, e noi abbiamo solo da conoscerla. Fuor da tale conoscenza, non può esservi che l’errore" (R. Guénon)

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