Articoli di Julius Evola


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1961-2021 – Cavalcare la tigre

Con oggi apriamo un altro approfondimento per celebrare i sessanta anni dalla pubblicazione della prima edizione, per Vanni Scheiwiller, di Cavalcare la Tigre, una delle opere più importanti e più discusse di Julius Evola, sicuramente il “libro per tutti e per nessuno” per antonomasia del Barone. Il libro si inseriva in un contesto storico particolare:…

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La fine del mondo occidentale

Nel marzo 1930 Julius Evola, nel fascicolo n. 4 della celebre rivista quindicinale da lui fondata, “La Torre”, che avrebbe chiuso i battenti dopo il 10° numero, uscito nel giugno di quell’anno, a causa dei continui scontri con esponenti della stampa ufficiale e del regime, presentò una nota profetica sulle sorti dell’occidente. Lo stile della…

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Speciale Dante 700 – Un gergo cifrato nella Divina Commedia

Quest’anno, com’è noto, vengono celebrati i 700 anni dalla dipartita terrena di Dante Alighieri. Le celebrazioni stanno di fatto riempiendo il calendario di tutto l’anno solare, con iniziative di ogni genere, talvolta anche lodevoli, per quanto, per lo più, estremamente riduttive della reale portata dell’opera dantesca che, non inquadrata correttamente in termini tradizionali, viene sminuita…

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Un maestro dei tempi moderni: René Guénon (seconda parte)

Seconda parte del mini-saggio “Un maestro dei tempi moderni: René Guénon” che Evola pubblicò sulle colonne de “La Vita Italiana” nel febbraio 1935, e che utilizzò, in versione ridotta e rimaneggiata, quale introduzione a “Considerazioni sulla via iniziatica”. Anche in tal caso abbiamo suddiviso il testo in paragrafi per facilitarne la lettura. Evola completa l’analisi…

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Un maestro dei tempi moderni: René Guénon (prima parte)

Tornando allo speciale dedicato a René Guénon per i settant’anni dalla sua dipartita terrena, proponiamo in due parti la versione integrale del mini-saggio “Un maestro dei tempi moderni: René Guénon” che Evola pubblicò sulle colonne de “La Vita Italiana” nel febbraio 1935, e che utilizzò, in versione ridotta e rimaneggiata, quale introduzione a “Considerazioni sulla…

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Cristianità “ascetica”: L’Esicasmo (prima parte)

Dopo l’articolo sul movimento germanico del Neugeist, proponiamo, come promesso, il secondo articolo di Julius Evola in materia di cristianesimo in forma “ascetico-attiva”, con un breve commento del barone sulla pratica meditativo-realizzativa dell’Esicasmo, pubblicato sul “Roma” nel novembre 1955 (intitolato “Esicasmo Yoga cristiano”), che traeva spunto dalla lettura del volumetto L’Esicasmo Yoga cristiano – i…

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Civiltà e civilizzazione

Un altro approfondimento di Evola su Spengler: su “Civiltà”, nel numero di maggio-agosto 1974, quindi a distanza di poco tempo dalla scomparsa terrena del barone, uscì questo articolo in cui Evola tornava ancora, significativamente, sull’antinomia Kultur-Zivilitation, inquadrandola da un punto di vista morfologico anzichè storico-cronologico, onde aggirare le criticità che, a giudizio di Evola, presentava…

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Cristianità “ascetica”: il Neugeist germanico

Nei mesi scorsi abbiamo proposto alcuni articoli poco noti di Julius Evola incentrati su una critica per molti versi profetica e decisamente attuale circa la decadenza del cattolicesimo occidentale: Quo vadis ecclesia, I teologi dell’ateismo cristiano, e L’enciclica ed i segni dei tempi. Proponiamo ora due articoli, altrettanto poco noti, in particolare questo che pubblichiamo…

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La Prefazione di Evola al “Tramonto” di Spengler (seconda parte)

Seconda parte della prefazione che Evola abbinò alla sua storica traduzione per Longanesi, nel 1957, di Der Untergang des Abendlandes, “Il Tramonto dell’Occidente” di Oswald Spengler. Il barone si sofferma qui, in particolare, sul “cesarismo” nella concezione dello scrittore tedesco, e su alcune criticità del suo sistema. Nel finale, un’interessante breve appendice in cui Evola…

"In una civiltà tradizionale è quasi inconcepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di una idea e, in ogni caso, in essa chi così facesse, con ciò stesso si priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché condannerebbe l’idea a non esser più che una specie di fantasia senza alcuna reale portata. Se una idea è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla; se è falsa, non c’è da gloriarsi di averla inventata. Una idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi, e noi abbiamo solo da conoscerla. Fuor da tale conoscenza, non può esservi che l’errore" (R. Guénon)

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