Articoli di Julius Evola


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Nascita ed essenza del «mito» moderno (II parte)

Seconda parte del mini-saggio evoliano sulla progressiva degenerescenza del concetto di mito, parallela alla parabola di declino dell’uomo e della storia: da via per la trascendenza a immagine-forma rovesciata, in grado di far risalire e potenziare le forze inferiori, irrazionali, sotterranee dell’individuo, che tramite questi nuovi “miti” può scaricare la propria tensione interiore che, non…

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Nascita ed essenza del «mito» moderno (I parte)

Prima parte di un mini-saggio di Evola pubblicato sulle colonne de “La Vita Italiana” nel 1936, in cui il corso decadenziale della storia e dell’umanità viene descritto dal barone mediante un’interessante analisi dell’involuzione del concetto di “mito” e di “simbolo” nella storia, che da “vie di approssimazione e partecipazione alla realtà metafisica” diventano a poco…

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Il gusto della volgarità (II parte)

Seconda parte dell’analisi di Evola circa il progressivo affermarsi di un gusto perverso e degradato per il volgare, l’osceno, l’inferiore, il deforme. Qui il barone si sofferma sulla diffusione del fenomeno nella sfera sessuale. Ancora una volta precorrendo i tempi e con grande capacità intuitiva, Evola notava i segnali di una progressiva volgarizzazione triviale della…

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Considerazioni antielettorali

Anche stavolta la prima fase del teatrino delle elezioni politiche, e cioè quello della campagna elettorale culminante nella celebrazione del “rito” laico, antigerarchico e antitradizionale delle votazioni, è terminata. Ora inizierà la fase successiva di quel teatrino, quella dei risultati, dei commenti ai risultati (tutti hanno vinto), dei giri di consultazioni, dei mandati “esplorativi”, delle…

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Orizzonti di mistica fascista

Proprio in questi giorni, sta avvenendo la ristampa, ad opera di CinabroEdizioni (www.cinabroedizioni.it), di Mistica della Rivoluzione Fascista antologia di scritti del capo della Scuola di Mistica Fascista, Niccolò Giani, che verrà presentato a Roma il prossimo 10 marzo. Evola fu incuriosito ed ebbe rapporti con la Scuola, tanto da scrivere sul periodico “Dottrina Fascista”,…

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Il mistero della decadenza

Ancora per il filone della decadenza dei tempi ultimi, un’altra memorabile pagina di Evola pubblicata sul “Regime fascista” di Farinacci, a margine dell’attività di quegli anni per il “Diorama filosofico”. Poche, illuminanti considerazioni per descrivere la tragedia di una decisione metafisica, in virtù della quale l’uomo utilizza la propria libertà per “dir «no» allo spirito“,…

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Il riso degli dèi

Dopo aver ripercorso con Evola la dottrina delle quattro età ed i caratteri precipui del Kali-Yuga, ed esserci affacciati sulle ombre misconosciute dai più della cosiddetta “Rinascenza”, ritroviamo, in questo mini-filone dedicato alla decadenza dei tempi ultimi, uno straordinario scritto evoliano apparso sulla fondamentale antologia “L’Arco e la clava”. Gli dèi ridono dell’umanità perduta, ridono…

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Quando Evola scrisse a Jünger

Tra qualche giorno RigenerAzione Evola avrà il piacere di presentare a Catanzaro, presso la comunità militante Furor, l’opera da noi curata “Ernst Jünger – il combattente, l’operaio, l’anarca“, edizioni “Passaggio al Bosco”. Per l’occasione, ci soffermiamo oggi sulla lettera che il 17 novembre 1953 Julius Evola scrisse a Ernst Jünger, rimasta inedita fino alla fine…

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Ombre della “Rinascenza”

di Julius Evola (Tratto da Il Secolo d’Italia, 24 febbraio 1953) Una recentissima, lussuosa ristampa italiana della celebre opera  di Jacob Burckhardt sulla Rinascenza ci stimola ci stimola riprendere alcune considerazioni di storiografia, diciamo così, controcorrente che già appartennero alla revisione generale di valori iniziatasi con il Ventennio ma che ancor oggi mantengono la loro…

"In una civiltà tradizionale è quasi inconcepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di una idea e, in ogni caso, in essa chi così facesse, con ciò stesso si priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché condannerebbe l’idea a non esser più che una specie di fantasia senza alcuna reale portata. Se una idea è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla; se è falsa, non c’è da gloriarsi di averla inventata. Una idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi, e noi abbiamo solo da conoscerla. Fuor da tale conoscenza, non può esservi che l’errore" (R. Guénon)

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