Convegno “Evola-Guénon: incontro o scontro?” – Intervista a Vincenzo Iurato

Sabato 12 Maggio si svolgerà, a Brescia, il convegno dal titolo “Julius Evola, René Guénon. Incontro o scontro?”, organizzato dal Centro Studi Internazionale Dimore della Sapienza. L’evento, oltre a vedere la partecipazione di relatori di prim’ordine fra cui Claudio Mutti (Eurasia), Enzo Iurato (Heliodromos), Paolo Rada (rappresentante del Centro Studi “Dimore della Sapienza”), ed Enrico Galoppini (scrittore), si caratterizzerà per la partecipazione ufficiale di Rigenerazione Evola che ha dato la propria adesione e sarà presente all’evento. Inoltre, da qui al 12 maggio pubblicheremo una serie di interviste ai relatori, nonché, dopo la conferenza bresciana, i loro interventi, foto e recensioni.

A seguito della bella esperienza del convegno dedicato ad Evola nel 2016, infatti, Rigenerazione Evola ha convintamente raccolto questa opportunità, ritrovandosi ancora una volta, spalla a spalla, con amici e camerati coi quali – al di là di specifiche differenze di indirizzo – condivide una analoga visione del mondo. E’ questo lo spirito che ci caratterizza ed è con l’impersonalità che anima il nostro Progetto che sosteniamo iniziative come queste. In marcia per il Fronte della Tradizione, sempre.

Rimanete dunque connessi con noi e, contestualmente, invitiamo caldamente tutti gli amici e camerati che ne avranno la possibilità ad aderire all’evento bresciano, che ci vede fra i promotori.

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Enzo Iurato è fondatore e animatore del gruppo siciliano “Heliodromos” che, sin dal 1979, opera in Sicilia (e non solo), edita l’omonima rivista ed ha animato per anni la casa editrice “Il Cinabro”. Proprio sotto la direzione di Iurato, la Rivista ha ospitato le più prestigiose firme del pensiero tradizionale contemporaneo fra cui Claudio Mutti, Antonio Medrano, Pio Filippani Ronconi e molti altri. Il gruppo, tutt’ora esistente ed operante, collabora soprattutto a Roma con la Comunità Militante Raido. Iurato è, inoltre, curatore di una serie di libri fra cui, ad esempio, “Prospettive della Tradizione” di Guido De Giorgio.

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1) Anzitutto una domanda introduttiva. Lei rappresenta “Heliodromos” una realtà militante e metapolitica, saldamente ancorata ad una idea di Tradizione così come espressa da Evola e Guénon. Oggi, in quell’ambiente (meta)politico e culturale che per decenni si è abbeverato a queste fonti, notiamo una ripulsa per tutto ciò che è in odore di questi autori, pervenendo a delle contraffazioni quando non a veri e propri rovesciamenti. Cos’è successo nel DNA del militante-tipo di questo Ambiente?

Innanzitutto, è bene precisare che il Gruppo di Heliodromos è stato concepito, creato e diretto da Gaetano Alì, che ho avuto l’onore e la fortuna di conoscere e frequentare, essendo stato uno dei suoi tanti collaboratori alle innumerevoli iniziative intraprese dalla Comunità di Heliodromos, in particolare a quelle editoriali (rivista e casa editrice).

il kali yuga, ultimo dei quattro yuga, segna la fine del ciclo discendente.

Per rispondere alla domanda, bisogna dire che la realtà militante di Heliodromos ha fin dalla sua origine messo al centro delle sue attività una rigorosa e approfondita formazione, affiancata dalla costante verifica nel concreto e nelle realizzazioni pratiche delle acquisizioni dottrinarie, che non valgono nulla se non contribuiscono a modificare in profondità, migliorandolo, lo stato interiore e psichico del singolo militante. Questo conduce prima o poi e inevitabilmente a raggiungere quel “punto di non ritorno” (parafrasando Morsello!), che si può anche indicare col “morso della serpe”, dopo il quale il Mondo non sarà più visto sotto la stessa luce, indipendentemente dalle scelte esistenziali successive, compresa — paradossalmente — la fuga dalla militanza. Si può dire, purtroppo e con rammarico, che le altre realtà operanti in Italia in ambito politico-tradizionale non hanno prestato uguale attenzione a un impegno di questo tipo, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, in fatto di ignoranza dei principi, di confusione sulle tattiche e sulle strategie, e, in fine, sullo scopo ultimo della propria lotta. L’individualismo congenito alla natura del potenziale militante del Fronte della Tradizione, in quanto anch’egli uomo moderno, lo conduce a voler essere “protagonista” e testimone diretto della chiusura del Ciclo, facendogli trascurare (se non addirittura disprezzare!) l’importanza proprio di quegli Autori e di quelle Fonti che hanno indicato la via nell’azione seria paziente e impersonale, propria di colui che pianta un albero di cui non mangerà mai i frutti.

2) Usualmente si legge Evola e, poi, si passa a Guénon. Guardando all’indietro alla sua esperienza, così come a quello di “Heliodromos” – la più longeva realtà metapolitica di un certo ordine, attualmente operante in Italia – il passaggio da Evola a Guénon è stato un “incontro o uno scontro”? E quanto ha inciso la ri-lettura più matura di Evola, magari ad anni di distanza, grazie alla scoperta di Guénon?

Per noi che siamo approdati alle terre ferme della Tradizione provenendo dalle sabbie mobili della politica è stato fondamentale il tramite fornito dall’opera evoliana, senza la quale ci saremmo altrimenti scontrati, probabilmente rifiutandola in quanto “incapacitante”, con la visione metafisica della realtà, magistralmente esposta da René Guénon. Senza questo processo di approssimazione garantito da Evola, forse non avremmo mai compreso realmente quanto potesse essere vana ed illusoria qualunque scelta di tipo dualistico, alla cui ombra riposa a pieno titolo l’attivismo politico. A tal proposito, ritengo che una delle rubriche più importanti e meglio riuscite della nostra rivista è probabilmente stata quella delle Riflessioni: termine che rimanda direttamente al “riflesso” illuminante che, provenendo dall’esterno e mediato dalla ragione, permette di fare luce su fatti e avvenimenti contingenti interpretabili correttamente solo nel momento in cui si coglie quel bagliore che deriva direttamente dalla sorgente della Conoscenza tradizionale. Ecco, si può dire che Evola è stato lo specchio che ci ha trasmesso, chiarendo aspetti anche della vita ordinaria e in forma complementare, lampi di conoscenza provenienti dall’Opera di Guénon.

3) Fra i relatori del Convegno di Brescia Lei rappresenta anche la comunità di “Heliodromos” e, quindi, l’anima più militante del Convegno. A questo proposito ci vuole dare delle indicazioni operative alle quali un singolo, o un gruppo, che voglia richiamarsi attivamente alla Tradizione oggi dovrebbe richiamarsi?

Premesso che all’epoca non era nemmeno immaginabile il fatto che tutti quanti saremmo caduti nella “rete” intessuta dal web, che non a caso rimanda già nella sua denominazione alla rete dei pescatori o alla tela del ragno, dove le prede vengono imprigionate e annientate; fin dai primi numeri della nostra rivista abbiamo eletto a nostro motto, non in forma retorica e inconsapevole ma con piena coscienza e conseguenzialità, la famosa frase evoliana «…prima di pensare ad azioni esteriori, spesso dettate solo da momentanei entusiasmi, senza radici profonde, si dovrebbe pensare alla formazione di sé, all’azione su sé, contro tutto ciò che è informe, sfuggente o borghese». Questa frase è diventata per noi una sorta di mantra che ci ha accompagnato lungo il cammino, confermandoci nelle scelte e nelle imprese riuscite, confortandoci nei momenti di smarrimento e negli insuccessi. Consiglierei dunque ai singoli e ai gruppi che intendono intraprendere un percorso di ricostruzione interiore e di servizio per il Fronte della Tradizione di farne un elemento centrale di meditazione, essendo in essa presenti tutti i dati necessari e indispensabili per un percorso di questo tipo, se solo la si analizza approfonditamente, parola per parola. Diciamo che un gruppo di giovani militanti potrebbe benissimo dedicare una intera riunione (ammesso che basti!) a tirar fuori da essa tutti i tesori di conoscenza e tutti gli spunti esistenziali, indispensabili per procedere nella giusta direzione. Se le singole Unità Operanti riuscissero a realizzarne, anche solo in parte, il messaggio, vorrebbe dire che un bel pezzo di strada si è fatto e che si è finalmente ben orientati.

4) Chiudiamo questa intervista, anche con lei, con una domanda comune a tutti i relatori del convegno. Lei conosce da vicino il progetto RigenerAzione Evola ed ha attivamente collaborato alle nostre iniziative. Come giudica il percorso sin qui da noi svolto e, dopo un’intensa attività di conferenze, pubblicazioni, cura di libri e quotidiano presidio di un sito web, quali altri scenari e sfide vedrebbe bene nell’orizzonte di R.E.?

Ritengo che il vostro merito principale consista nell’aver proposto un approccio di tipo totalmente diverso da quelli soliti, dove si assiste ad una vera e propria imbalsamazione dell’opera evoliana, evidenziandone gli aspetti vivi e sempre più attuali (essendo, fra l’altro, stato Evola buon profeta sotto tantissimi punti di vista), con inevitabili riflessi realizzativi sul piano personale, che nulla hanno a che vedere con le cattedre universitarie e con le asettiche pubblicazioni scientifiche. Per cui, al di là delle meritorie pubblicazioni nel vostro sito di testi rari o poco accessibili, nonché la cura e la stampa di pubblicazioni e titoli mirati di Evola e su Evola, penso che un percorso coerente con la vostra scelta di fondo debba essere quella di pensare dei veri e propri corsi di formazione, specialmente (ma non esclusivamente) rivolti ai giovani, dove gli scritti del Barone diventino lievito per “sfornare” un nutrimento vitale e indispensabile per questi nostri tempi bui.



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"In una civiltà tradizionale è quasi inconcepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di una idea e, in ogni caso, in essa chi così facesse, con ciò stesso si priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché condannerebbe l’idea a non esser più che una specie di fantasia senza alcuna reale portata. Se una idea è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla; se è falsa, non c’è da gloriarsi di averla inventata. Una idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi, e noi abbiamo solo da conoscerla. Fuor da tale conoscenza, non può esservi che l’errore" (R. Guénon)

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