La prima presentazione de “L’epica dei cieli e dei mari”!

Sabato 28 settembre, presso i locali della Libreria Raido di Roma in Via Sciré n. 21/23, si terrà la prima presentazione ufficiale de L’Epica dei cieli e dei mari, la nuova raccolta di scritti di Julius Evola sui significati superiori dell’esperienza del volo e della navigazione ,curata da RigenerAzione Evola per Cinabro Edizioni. Saremo presenti insieme all’editore per parlare insieme di questa pubblicazione, non mancate!

Riprendiamo qualche passaggio dall’introduzione a nostra cura: Julius Evola e l’epica dei cieli e dei mari ne ‘L’Ala d’Italia’ e ‘L’Italia Marinara’ ”.

Com’è noto, Julius Evola ha condotto, sostanzialmente per tutta la vita, un’instancabile attività di collaborazione con periodici italiani ed esteri delle più diverse tipologie, fornendo così fondamentali orientamenti di dottrina tradizionale ad una platea di pubblico potenzialmente molto più ampia di quella, ben più selezionata, che poteva avvicinarsi alle sue opere specifiche.

Ben pochi, anche fra chi può vantare una buona conoscenza dell’immensa attività dell’Evola scrittore, sono consapevoli del fatto che il barone non mancò di pubblicare articoli anche per due storiche riviste specialistiche italiane, apparentemente assai lontane, per tematica, dal suo mondo: L’Ala d’Italia e L’Italia Marinara. Riviste che, com’è evidente dalle intitolazioni, si occupavano, rispettivamente, di aviazione e di navigazione: un dato che potrebbe, di primo acchito, sorprendere.

In realtà, la Tradizione e la sua dottrina, in tutte le sue manifestazioni e declinazioni, non può conoscere limitazioni ‘applicative’, se così possiamo dire, di sorta; pertanto, in ogni ambito ed in ogni attività della vita umana, dalla più importante alla più – apparentemente – banale, si può e si deve avere un approccio ed una visione tradizionale. L’infaticabile e sconfinata attività di Evola, ce l’ha, in fondo, dimostrato.

Per quanto concerne la collaborazione di Evola a L’Ala d’Italia, essa, collocatasi cronologicamente fra il gennaio 1935 e l’aprile 1937, constò di soli tre contributi. Una collaborazione, dunque, discontinua e limitata, ma in ogni caso assai degna di interesse, proprio perché tramite quegli articoli, come si diceva poc’anzi, Evola ci ha mostrato le potenzialità dell’esperienza umana del volo sotto un angolo visuale squisitamente tradizionale.

«Il nuovo collaboratore, di cui “L’ala d’Italia” pubblica qui un corsivo pensoso ed acuto, non ha bisogno di presentazioni. Giornalista e studioso notissimo, Evola, appartiene a quegli scrittori che possono dare all’idea aviatoria un contributo prezioso».

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Così la Redazione della rivista presentò Julius Evola in occasione della pubblicazione del suo primo articolo (Il volo e lo Spirito, gennaio 1935).  L’Evola ‘navigatore’ collaborò invece a L’Italia Marinara, alla rivista che costituì l’organo ufficiale di stampa della Lega Navale Italiana, fondata a La Spezia il 2 giugno 1897.

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 “(…) Un dato particolarmente interessante è costituito dal fatto che, a partire dal 1932, fu nominato quale redattore-capo de L’Italia Marinara Antonio Massimo Sgabelloni, meglio noto come Massimo Scaligero, che avrebbe mantenuto tale incarico ininterrottamente fino alla fine delle pubblicazioni. Può sorprendere che una personalità come Scaligero abbia assunto e conservato per molti anni un tale ruolo di responsabilità in seno ad una rivista che era espressione di un mondo, di fatto, così lontano da lui”.

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Scaligero stesso ha spiegato come e perché ricoprì questo ruolo particolare nel  Capitolo VIII dell’opera “Dallo Yoga ai Rosacroce”, e dalle sue parole risulterà facile comprendere come Evola stesso giunse a collaborare a questa rivista: tutto questo, lo troverete nell’introduzione al libro.

E poi? Quali sono i contenuti degli articoli di Evola raccolti nel libro? In quale modo Evola inquadra tradizionalmente l’esperienza del volo e della navigazione e gli effetti superiori che tali esperienze possono avere sull’uomo contemporaneo, sul suo carattere, sul suo stile, sul suo modo di vivere? Quali altre esperienze potevano e possono produrre analoghi effetti?

Scoprite questo e ancor di più partecipando alla presentazione e acquistando il libro! Non mancate!



Redazione

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"In una civiltà tradizionale è quasi inconcepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di una idea e, in ogni caso, in essa chi così facesse, con ciò stesso si priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché condannerebbe l’idea a non esser più che una specie di fantasia senza alcuna reale portata. Se una idea è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla; se è falsa, non c’è da gloriarsi di averla inventata. Una idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi, e noi abbiamo solo da conoscerla. Fuor da tale conoscenza, non può esservi che l’errore" (R. Guénon)

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