La prima recensione de “L’Epica dei cieli e dei mari”!

Riprendiamo da oggi la programmazione di RigenerAzione Evola dopo la pausa estiva, e lo facciamo pubblicando con piacere la prima recensione, a cura del sito Oltre la Linea,  del volume antologico da noi curato per Cinabro Edizioni, “L’Epica dei cieli e dei mari”. Non un modo per autocelebrarsi, ma per dare spazio ad un primo commento “esterno” ad un’opera che, frutto di applicazione impersonale ed amore disinteressato, è venuta alla luce, come tutto ciò che cerchiamo di proporre ai nostri lettori, solo ed unicamente nel nome di Julius Evola e della Tradizione, unico nostro faro e riferimento, al cui servizio cerchiamo di rimanere, con umiltà e dedizione, giorno dopo giorno.

Cogliamo inoltre l’occasione per segnalare, fin d’ora, che il volume “L’Epica dei cieli e dei mari” sarà presentato ufficialmente il 28 settembre p.v., alle ore 18,00, presso la Libreria Raido di Roma.

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“L’epica dei cieli e dei mari”, Evola inedito su aviazione e navigazione

di Fausto Andrea Marconi

Oltre la Linea –  Rubrica Mishima & Majakovskij (26.08.2019)

È un Julius Evola inedito quello de “L’epica dei cieli e dei mari” pubblicato da Cinabro Edizioni. Curato direttamente da RigenerAzione Evola, il volume che presenteremo oggi è un’antologia di testi di Evola usciti sui periodici L’Ala d’Italia, L’Italia Marinara e Il Regime Fascista.
L’obiettivo del nuovo volume è quello di far conoscere un Evola poco noto, che smentisca la solita idea del filosofo isolato dal Regime di Mussolini e pensatore nell’ombra. Evola era invece pienamente immerso nella vita culturale dell’Italia del Ventennio, prova ne sono le collaborazioni con i diversi e più disparati periodici italiani. Filo conduttore di questo libro è infatti la produzione letteraria incentrata sulla navigazione e sull’aviazione.

Non solo montagna, appunto. Più che nota è infatti l’attività di Evola rivolta al significato dell’ascesi in montagna, che rifugge il naturalismo e lo sport fine a sé stesso per riconsegnarci il senso vero del rapporto fra uomo e scalata. Benché, ovviamente, negli articoli qui presenti Evola faccia riferimento anche all’alpinismo, visto appunto come ricerca e scalata interiore più che sport alla maniera “anglosassone”, il filosofo italiano si occupa principalmente dell’attività umana nei cieli e nei mari.

Non solo montagna: Julius Evola sui cieli e nei mari

Come scrivono gli studiosi di RigenerAzione Evola nell’introduzione:

Abbiamo così una sezione riservata ai principi ed alla simbologia tradizionale del volo e della navigazione, una dedicata alle esperienze personali in materia vissute da Evola, ed una che racchiude delle significative analisi su esplorazioni e spirito di conquista dei mari”.

Il Barone affronta gli argomenti con la solita profondità ed attenzione, per non cadere nella semplice apologia e scadere nella becera esaltazione moderna del rombo dei motori di navi ed aerei. Tutt’altro, la capacità di Evola risiede infatti nel riuscire a far risaltare l’aspetto Tradizionale sia dell’aviazione che della navigazione per poter “superare le trappole legate al naturalismo ed all’immanentismo“.

Una lezione valida soprattutto oggi, quando ci lanciamo verso “sport” estremi solo per provare quel brivido, quella scossa che ci allontani da noi stessi e dalla grigia vita quotidiana. Una scossa che ci liberi da noi stessi senza però darci nient’altro, nessun anelito del Tutto, nessuna visione dell’insieme, nessuna ascesi. Il rischio, in quei tempi come oggi, è infatti quello di subire “passivamente” queste attività al limite dell’umana possibilità.

[…] non vivere in una esperienza che la sensazione, è segno di passività: poiché in tutto quel che viene semplicemente “sentito” non vi è azione – ma nel senso etimologico- passione: un ricevere dall’esterno, un subire, al massimo un essere trasportati. Siamo invece attivi quando in un’esperienza possiamo superare l’aspetto emotivo per vivere una specie di evocazione, il suggerimento di un significato, che lo spirito deve realizzare in un atto suo proprio, destinato ad arricchirlo, a dargli una nuova forza, quasi una nuova facoltà”.

Consigliamo “L’epica dei cieli e dei mari” a tutti coloro che si occupano di solcare i mari ed il cielo, a coloro che praticano sport “estremi” e che non vogliono solo “subire” ma vivere pienamente ciò che arditamente fanno.



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"In una civiltà tradizionale è quasi inconcepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di una idea e, in ogni caso, in essa chi così facesse, con ciò stesso si priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché condannerebbe l’idea a non esser più che una specie di fantasia senza alcuna reale portata. Se una idea è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla; se è falsa, non c’è da gloriarsi di averla inventata. Una idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi, e noi abbiamo solo da conoscerla. Fuor da tale conoscenza, non può esservi che l’errore" (R. Guénon)

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