Taggato corporativismo

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Il Movimento Sociale Italiano

Terzo ed ultimo articolo dedicato da Evola ad un breve giro d’orizzonte sui partiti che in Italia, a fine anni ’60, componevano l’area politica della cosiddetta “Destra”, alla ricerca di qualche elemento, di qualche potenzialità che potesse costituire il fondamento di una possibile, auspicata rinascita politico-culturale del nostro paese mediante l’edificazione di un vero Stato…

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I due volti del Liberalismo

Qualche tempo fa ci siamo occupati di un articolo apparso sulla  rivista online “Il Dubbio” che attribuiva a Julius Evola la natura di vero e proprio “libertario”, un’indole che sarebbe stata nascosta sotto l’etichtta di “fascista” e “reazionario”, notoriamente affibiatagli. Oltre che a rinviare a quanto da noi osservato al riguardo nell’apposito editoriale, ed oltre…

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Italia e Germania: che cosa ci divide, che cosa ci unisce (II parte)

di Julius Evola tratto da “La Vita Italiana”, maggio 1937 *** segue dalla prima parte Il problema economico Passiamo al dominio economico-sociale. Dove stia la concordanza, è noto a tutti. Fascismo e nazionalsocialismo si pongono come superamento del marxismo e dichiarano guerra al comunismo. Vi è altrettanta concordanza nell’assetto positivo e ricostruttivo dei due movimenti?…

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La ricostruzione dell’idea di Stato (seconda parte)

di Julius Evola (tratto da “Lo Stato“, V, 4, aprile 1934, pp. 253-265) segue dalla prima parte Rispetto alla massa amorfa del mito democratico-umanitario o sovietico-proletario, la ripresa dei limiti nazionali costituisce dunque un primo progresso (un progresso elementare), nel senso però di delimitazione di una zona, entro la quale dovrà effettuarsi una differenziazione ulteriore:…

"In una civiltà tradizionale è quasi inconcepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di una idea e, in ogni caso, in essa chi così facesse, con ciò stesso si priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché condannerebbe l’idea a non esser più che una specie di fantasia senza alcuna reale portata. Se una idea è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla; se è falsa, non c’è da gloriarsi di averla inventata. Una idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi, e noi abbiamo solo da conoscerla. Fuor da tale conoscenza, non può esservi che l’errore" (R. Guénon)

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