Taggato corporativismo

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Il principio delle competenze

Sempre sull’interessante tema della burocrazia e dei rapporti tra Stato e corpi intermedi, proponiamo quest’articolo che Evola, sempre in periodo guerra, scrisse per la rivista lavoristica “Carattere” nel gennaio 1942. Emerge qui, in particolare, l’importanza del rispetto del principio “organico” delle competenze, da contrapporre al criterio “disorganico” del generalismo, tipico delle democrazie, e causa di…

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Il Movimento Sociale Italiano

Terzo ed ultimo articolo dedicato da Evola ad un breve giro d’orizzonte sui partiti che in Italia, a fine anni ’60, componevano l’area politica della cosiddetta “Destra”, alla ricerca di qualche elemento, di qualche potenzialità che potesse costituire il fondamento di una possibile, auspicata rinascita politico-culturale del nostro paese mediante l’edificazione di un vero Stato…

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I due volti del Liberalismo

Qualche tempo fa ci siamo occupati di un articolo apparso sulla  rivista online “Il Dubbio” che attribuiva a Julius Evola la natura di vero e proprio “libertario”, un’indole che sarebbe stata nascosta sotto l’etichtta di “fascista” e “reazionario”, notoriamente affibiatagli. Oltre che a rinviare a quanto da noi osservato al riguardo nell’apposito editoriale, ed oltre…

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Italia e Germania: che cosa ci divide, che cosa ci unisce (II parte)

di Julius Evola tratto da “La Vita Italiana”, maggio 1937 *** segue dalla prima parte Il problema economico Passiamo al dominio economico-sociale. Dove stia la concordanza, è noto a tutti. Fascismo e nazionalsocialismo si pongono come superamento del marxismo e dichiarano guerra al comunismo. Vi è altrettanta concordanza nell’assetto positivo e ricostruttivo dei due movimenti?…

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La ricostruzione dell’idea di Stato (seconda parte)

di Julius Evola (tratto da “Lo Stato“, V, 4, aprile 1934, pp. 253-265) segue dalla prima parte Rispetto alla massa amorfa del mito democratico-umanitario o sovietico-proletario, la ripresa dei limiti nazionali costituisce dunque un primo progresso (un progresso elementare), nel senso però di delimitazione di una zona, entro la quale dovrà effettuarsi una differenziazione ulteriore:…

"In una civiltà tradizionale è quasi inconcepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di una idea e, in ogni caso, in essa chi così facesse, con ciò stesso si priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché condannerebbe l’idea a non esser più che una specie di fantasia senza alcuna reale portata. Se una idea è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla; se è falsa, non c’è da gloriarsi di averla inventata. Una idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi, e noi abbiamo solo da conoscerla. Fuor da tale conoscenza, non può esservi che l’errore" (R. Guénon)

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