Taggato corporazioni

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Il Movimento Sociale Italiano

Terzo ed ultimo articolo dedicato da Evola ad un breve giro d’orizzonte sui partiti che in Italia, a fine anni ’60, componevano l’area politica della cosiddetta “Destra”, alla ricerca di qualche elemento, di qualche potenzialità che potesse costituire il fondamento di una possibile, auspicata rinascita politico-culturale del nostro paese mediante l’edificazione di un vero Stato…

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Gioventù universitaria tradizionale

Quando le università erano qualcosa di diverso, quando ancora corpi studenteschi universitari erano strutturati come corporazioni organiche, con propri codici d’onore, regole, rituali.  Evola ne parla in quest’articolo pubblicato sul “Roma” nel 1958 con il titolo di “Giovani di ieri e teddy boys di oggi” (per il fenomeno dei “teddy boys” e simili si rimanda…

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Italia e Germania: che cosa ci divide, che cosa ci unisce (II parte)

di Julius Evola tratto da “La Vita Italiana”, maggio 1937 *** segue dalla prima parte Il problema economico Passiamo al dominio economico-sociale. Dove stia la concordanza, è noto a tutti. Fascismo e nazionalsocialismo si pongono come superamento del marxismo e dichiarano guerra al comunismo. Vi è altrettanta concordanza nell’assetto positivo e ricostruttivo dei due movimenti?…

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Significato e funzione della Monarchia (seconda parte)

Nel giorno del 70° anniversario della nascita della Repubblica italiana, data che ha sancito la definitiva fine di ogni speranza di rinascita spirituale del nostro paese, vi presentiamo la seconda ed ultima parte del saggio di Evola a corredo dell’opera “La monarchia nello Stato moderno” di Karl Loewenstein. In questa seconda parte, vengono affrontati gli…

"In una civiltà tradizionale è quasi inconcepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di una idea e, in ogni caso, in essa chi così facesse, con ciò stesso si priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché condannerebbe l’idea a non esser più che una specie di fantasia senza alcuna reale portata. Se una idea è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla; se è falsa, non c’è da gloriarsi di averla inventata. Una idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi, e noi abbiamo solo da conoscerla. Fuor da tale conoscenza, non può esservi che l’errore" (R. Guénon)

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