Taggato decadenza

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Nobiltà, svegliati!

Completiamo, almeno per ora, l’approfondimento sul tema dell’aristocrazia e della nobiltà da intendersi in senso tradizionale, quale sbocco verso l’alto di una compiuta rivoluzione antiborghese, aperto con i saggi di Evola “Significato dell’aristocrazia per il fronte antiborghese” (“La Vita Italiana”, giugno 1940) e “Sull’essenza e la funzione attuale dello spirito aristocratico” (“Lo Stato”, ottobre 1941)….

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Il mistero della decadenza

Ancora per il filone della decadenza dei tempi ultimi, un’altra memorabile pagina di Evola pubblicata sul “Regime fascista” di Farinacci, a margine dell’attività di quegli anni per il “Diorama filosofico”. Poche, illuminanti considerazioni per descrivere la tragedia di una decisione metafisica, in virtù della quale l’uomo utilizza la propria libertà per “dir «no» allo spirito“,…

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Kali-Yuga: l’ “età oscura”

Dopo aver riassunto la dottrina tradizionale delle quattro età dell’umanità, vediamo come Evola, sulle pagine di Regime Fascista, descriveva l’ultima di queste età, il famoso kali-yuga, l’età oscura, argomento decisamente inflazionato, su cui molti (troppi) hanno scritto e scrivono, spesso a sproposito, sotto l’influenza dei deliri neo-spiritualistici in salsa new-age o simili. Questo articolo fu…

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Dai precursori della dissoluzione alla «gioventù bruciata» e alla «contestazione»

Torniamo sul tema della gioventù, cui dedicheremo un ulteriore articolo fra qualche giorno. L’angolo visuale da cui Evola tratta la tematica è in questa sede più ampio, facendone riferimento nel contesto di un’analisi lucidisssima del lento, inesorabile processo di decadenza dell’essere umano lungo le tappe del nichilismo moderno, in un mondo dove, per dirla con…

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Messaggio alla gioventù

di Julius Evola (da I nostalgici, Brescia, numero unico, marzo 1950) Nella seconda metà del 1949, da Brescia, Roberto Melchionda, uno dei principali esponenti dei cd. “Figli del Sole”, corrente radicale aristocratico-spirituale di ispirazione evoliana dominante all’interno del Raggruppamento Giovanile Studenti e Lavoratori dell’epoca, si mise in contatto epistolare con Evola, chiedendogli una collaborazione per…

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La razza dell’uomo sfuggente

Dopo aver pubblicato qualche giorno fa un articolo in cui Evola proponeva delle considerazioni sull’uomo obliquo, figura archetipica di una considerevole fetta dell’umanità contemporanea, torniamo sull’argomento con un ulteriore scritto evoliano che fu preparato, chiaramente sulla base del precedente ma in modo molto più articolato, in vista della celebre raccolta “L’arco e la clava”. Qui…

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Considerazioni sull’uomo obliquo

di Julius Evola          Tratto da “Rivolta ideale” del 29 Maggio 1952. Nel precedente periodo avemmo a formulare una teoria delle “razze dello spirito”, che s’intendeva ad individuare tipi e atteggiamenti fondamentali dell’essere umano. Per il che ci riferimmo anche ad antiche tradizioni, le quali misero determinati caratteri in relazione simbolica con pianeti, divinità ed elementi:…

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Matrimonio e famiglia (seconda parte)

di Julius Evola (tratto da “Cavalcare la tigre“, paragrafo 27 del capitolo “la dissoluzione nel dominio sociale”) segue dalla prima parte Tuttavia, il problema del matrimonio religioso cattolico merita qualche considerazione teorica e storica additiva, affinché non nascano equivoci. Infatti, come è ovvio, nel nostro caso non sono di certo argomenti da «liberi pensatori» che…

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Evola recensisce “Sulle scogliere di marmo” di Jünger

Vi proponiamo la seconda parte di un articolo di Evola uscito su “Bibliografia fascista” nel 1943, in cui venne recensito il celebre Auf den Marmorklippen (“Sulle scogliere di marmo”) di Ernst Jünger, pubblicato nel 1939. Forse l’ultima opera dello scrittore tedesco che Evola apprezzò completamente, prima che Jünger approdasse nel secondo dopoguerra, dopo il disimpegno…

"In una civiltà tradizionale è quasi inconcepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di una idea e, in ogni caso, in essa chi così facesse, con ciò stesso si priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché condannerebbe l’idea a non esser più che una specie di fantasia senza alcuna reale portata. Se una idea è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla; se è falsa, non c’è da gloriarsi di averla inventata. Una idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi, e noi abbiamo solo da conoscerla. Fuor da tale conoscenza, non può esservi che l’errore" (R. Guénon)

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