Taggato impero europeo

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Italia e Germania: che cosa ci divide, che cosa ci unisce (III parte)

di Julius Evola tratto da “La Vita Italiana”, maggio 1937 *** Nella seconda parte dell’articolo in oggetto, Julius Evola, in conclusione del paragrafo dedicato al “razzismo” nel rapporto tra Italia fascista e Germania nazionalsocialista, introducendo il discorso relativo ad una prospettiva neo-imperiale (ovviamente in senso tradizionale) nella Nuova Europa che si andava a costruire, sottolineava…

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Italia e Germania: che cosa ci divide, che cosa ci unisce (II parte)

di Julius Evola tratto da “La Vita Italiana”, maggio 1937 *** segue dalla prima parte Il problema economico Passiamo al dominio economico-sociale. Dove stia la concordanza, è noto a tutti. Fascismo e nazionalsocialismo si pongono come superamento del marxismo e dichiarano guerra al comunismo. Vi è altrettanta concordanza nell’assetto positivo e ricostruttivo dei due movimenti?…

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Sui presupposti spirituali e strutturali dell’Unità Europea

Domani, com’ è noto,  saranno celebrati a Roma, in pompa magna, i 60 anni del Trattato istitutivo della Comunità Economica Europea (CEE), l’embrione dell’attuale mostro burocratico-finanziario rappresentato dall’Unione Europea (UE), vera e propria “sentinella” dei grandi poteri globalisti nel nostro continente. Il trattato fu infatti firmato in Campidoglio il 25 marzo 1957, insieme ad un…

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Intervista di Julius Evola a “La Nation Européenne”

Proponiamo un’intervista a Julius Evola risalente ad un periodo compreso tra la fine del 1966 e l’inizio del 1967, di indubbio interesse ed attualità, apparsa originariamente in due puntate sul mensile francese “La Nation Européenne” fondato da Jean Thiriart, e successivamente recuperata e tradotta in italiano da Claudio Mutti, del quale riportiamo anche il commento…

"In una civiltà tradizionale è quasi inconcepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di una idea e, in ogni caso, in essa chi così facesse, con ciò stesso si priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché condannerebbe l’idea a non esser più che una specie di fantasia senza alcuna reale portata. Se una idea è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla; se è falsa, non c’è da gloriarsi di averla inventata. Una idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi, e noi abbiamo solo da conoscerla. Fuor da tale conoscenza, non può esservi che l’errore" (R. Guénon)

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