Taggato nazionalsocialismo

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il simbolismo della croce uncinata

Cominciamo da oggi a pubblicare una piccola serie di interessanti articoli concernenti alcuni rilevanti simboli tradizionali, in qualche modo ripresi durante l’esperienza fascista e nazionalsocialista: dallo swastika al fascio littorio, dall’aquila all’ascia, fra significati politici e cosmici, contingenze ed eterni ritorni. *** di Julius Evola tratto da “Augustea”, XVII, 5, 1 marzo 1942; successivamente inserito…

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Italia e Germania: che cosa ci divide, che cosa ci unisce (III parte)

di Julius Evola tratto da “La Vita Italiana”, maggio 1937 *** Nella seconda parte dell’articolo in oggetto, Julius Evola, in conclusione del paragrafo dedicato al “razzismo” nel rapporto tra Italia fascista e Germania nazionalsocialista, introducendo il discorso relativo ad una prospettiva neo-imperiale (ovviamente in senso tradizionale) nella Nuova Europa che si andava a costruire, sottolineava…

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Italia e Germania: che cosa ci divide, che cosa ci unisce (II parte)

di Julius Evola tratto da “La Vita Italiana”, maggio 1937 *** segue dalla prima parte Il problema economico Passiamo al dominio economico-sociale. Dove stia la concordanza, è noto a tutti. Fascismo e nazionalsocialismo si pongono come superamento del marxismo e dichiarano guerra al comunismo. Vi è altrettanta concordanza nell’assetto positivo e ricostruttivo dei due movimenti?…

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Italia e Germania: che cosa ci divide, che cosa ci unisce (I parte)

di Julius Evola tratto da “La Vita Italiana”, maggio 1937 Lo sviluppo della politica contemporanea sembra esser giunta ad un punto, nel quale una considerazione approfondita dei rapporti tra Italia e Germania si rende particolarmente attuale. Varie esperienze sono state fatte, tanto da aver dinanzi quanto occorre per una discriminazione positiva, per una separazione del…

"In una civiltà tradizionale è quasi inconcepibile che un uomo pretenda di rivendicare la proprietà di una idea e, in ogni caso, in essa chi così facesse, con ciò stesso si priverebbe di ogni credito e di ogni autorità, poiché condannerebbe l’idea a non esser più che una specie di fantasia senza alcuna reale portata. Se una idea è vera, essa appartiene in egual modo a tutti coloro che sono capaci di comprenderla; se è falsa, non c’è da gloriarsi di averla inventata. Una idea vera non può essere «nuova», poiché la verità non è un prodotto dello spirito umano, essa esiste indipendentemente da noi, e noi abbiamo solo da conoscerla. Fuor da tale conoscenza, non può esservi che l’errore" (R. Guénon)

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